Martin Eden (Penguin American Library)

Martin Eden (Penguin American Library)

Jack London

Language: English

Pages: 480

ISBN: 0140187723

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


The semiautobiographical Martin Eden is the most vital and original character Jack London ever created. Set in San Francisco, this is the story of Martin Eden, an impoverished seaman who pursues, obsessively and aggressively, dreams of education and literary fame. London, dissatisfied with the rewards of his own success, intended Martin Eden as an attack on individualism and a criticism of ambition; however, much of its status as a classic has been conferred by admirers of its ambitious protagonist. Andrew Sinclair's wide-ranging introduction discusses the conflict between London's support of socialism and his powerful self-will. Sinclair also explores the parallels and divergences between the life of Martin Eden and that of his creator, focusing on London's mental depressions and how they affected his depiction of Eden.

For more than seventy years, Penguin has been the leading publisher of classic literature in the English-speaking world. With more than 1,700 titles, Penguin Classics represents a global bookshelf of the best works throughout history and across genres and disciplines. Readers trust the series to provide authoritative texts enhanced by introductions and notes by distinguished scholars and contemporary authors, as well as up-to-date translations by award-winning translators.

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ora i suoi ideali erano cambiati. Dette un’occhiata in giro agli uomini bene educati, ben vestiti, e respirò a pieni polmoni l’atmosfera dell’ambiente colto e raffinato e, nello stesso momento, il fantasma della propria adolescenza, col cappello duro e la giacca a doppio petto, con la sua spavalderia e la sua prepotenza, attraversò la sala a gran passi. E Martin vide la figura del bullo della strada fondersi con la propria persona che sedeva lì e parlava con un vero e proprio professore di

utilitario» ribatté Martin. �Tutt’altro...» Brissenden fece una pausa e lasciò correre lo sguardo insolente sulla manifesta povertà di Martin, passando dalla cravatta consunta e dal colletto dagli angoli rosicchiati alle maniche lucide della giacca e alla lieve sfrangiatura di un polsino, per risalire e indugiare alle gote incavate dello stesso Martin. �Tutt’altro, il lavoro utilitario è al disopra di lei, tanto al disopra, che lei non può sperar di arrivare mai a tanta altezza. Perdinci,

di recessi. Al richiamo della guardia, tornò immediatamente in sé, afferrando chiaramente la situazione. �Bella, no?» rise in risposta. �Non lo sapevo che parlavo forte.» �Tra poco canterai» fu la diagnosi della guardia. �No, macché. Mi dia un fiammifero e poi prendo il primo tram che va verso casa.» Accese la sigaretta, disse buona notte e proseguì. “Be’, non è roba dell’altro mondo? L’amico credeva che ero ubriaco.” Sorrise a se stesso e meditò. “Forse lo ero davvero,” aggiunse “ma non

classe, pregiudizi di classe.» Scosse il capo tristemente. �Nemmeno ora capisci quello che dico. Le mie parole non hanno per te il significato che cerco di dar loro. Quello che dico è tutta fantasia per te. Per me, invece, è realtà vitale. Tutt’al più, tu sei un pochino interdetta e divertita perché questo ragazzo incolto, che si è arrampicato fuori della palude dell’abisso, trincia giudizi sulla tua classe e la chiama volgare.» Ella gli posò il capo sulla spalla con fare stanco, e il suo corpo

bravissima... questo è stato due anni fa, e ora tutto quello che si ricorda è: “Allor che il mite aprile con le sue piogge molce...”, dice così, no? Ma ti ha dato il tono colto lo stesso» rise, prevenendola un’altra volta, �lo so. Facevamo lo stesso corso.» �Ma tu parli della cultura come se fosse un mezzo per giungere a un fine!» esclamò Ruth. Gli occhi le lampeggiavano e sulle guance aveva due macchie di colore. �La cultura è fine a se stessa.» �Ma non è questo quello che vuole Martin.»

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